Now Playing Tracks

Quando stavo affrontando la mia avventura di vivere #1annosenzasoldi (che dovuto abbandonare al 4to mese) uno dei progetti che avevo in programma realizzare era fare una serie d’interviste a persone che abbiano raggiunto il successo in qualcosa.

E anche se ho dovuto abbandonare la mia sfida, in un certo senso fallendo, non ho abbandonato l’idea di questo progetto.

Mi è sempre piaciuto e incuriosito sapere e scoprire quali caratteristiche, pensieri, valori, ecc, hanno quelle persone che riescono a differenziarsi dalla massa, passando da persone ordinarie a diventare persone straordinarie.
È qualcosa che m’inquieta e mi causa curiosità.

Ho potuto individuare alcune caratteristiche nelle persone con una filosofia di successo attraverso la lettura di libri, l’ascolto di audiolibro, corsi, film e documentari e la mia esperienza diretta lavorando e parlando con persone di successo, però voglio poter arrivare più nel profondo della mia investigazione incontrando e chiedendo in modo diretto e, se fosse possibile anche interagendo con loro in quello che fanno.

Sono certo che queste persone non arrivano il per caso o per fortuna come potrebbe credere la maggior parte della gente, ma è il risultato dello lavoro fanno in modo intelligente. La loro grande quantità di denaro che spesso guadagnano non è perché sono dei prescelti a diventare ricchi. Ed è questo che voglio investigare!

Ci sono due cose che mi affascinano: la #Moda e la #tecnologia #Web.
La prima perché mi piace vedere le emozioni che causa nelle persone mettersi un bel capo d’abbigliamento e un bel paio di scarpe. Mi sembra meraviglioso vedere in giro per i negozi con tale impulsività la gente compra qualcosa che li rende felice anche solo per un attimo.
Il Web invece mi da la sensazione di libertà. Io sono le frontiere e nono piacciono i piccoli business locali, che possono raggiungere una quantità limitata di persone. Con #Internet invece, anche da una piccola stanza posso raggiungere posti e utenti a migliaia di km. Dappertutto e a tutte le ore.

Quindi, #libertà ed #emozioni sono le parole chiavi.

C’è una CORSA (nella quale mi ci trovo anch’io ancora. Non per molto spero) dove il 90% delle persone siamo dei veri esperti e partecipiamo a livello professionistico.
E ci riusciamo così bene che non dobbiamo neanche fare troppi sforzi. —È fantastico, no?! Finalmente qualcosa dove tutti siamo bravi, esperti e talentuosi—
È un dono naturale che abbiamo sviluppato mentre crescevamo.
Si chiama la corsa del TOPO.
La conoscete? No? Vi la spiego io.

Abbiamo questo grande talento grazie all’ignoranza… Proprio così! Grazie all’ignoranza finanziaria. Grazie al semplice fatto di non sapere cosa sia un ATTIVO e un PASSIVO.

Vi faccio capire cos’è un attivo e un passivo.
-Un ATTIVO è qualcosa che fa entrare denaro nelle vostre tasche. (Investimenti in Azioni, Bonus, Imprese, Immobili, Diritti d’Autori, Patenti, ecc.)
-Un PASSIVO è qualcosa che toglie denaro dalle vostre tasche. (La Casa in cui vivi, la Macchina per andare in giro nel weekend, i vestiti di marca che vesti per sentirti figo, il tv plasma che hai in casa, lo smartphone di 700€ che ti sei comprato per impressionare i tuoi amici, il viaggio che recentemente hai fatto in un’isola tropicale per rilassarti e perché ti lo meritavi dopo aver lavorato duro tutto l’anno, ecc)

Grazie a non capire questa differenza la maggior parte delle persone vive tutta la loro vita nella CORSA DEL TOPO.

Alzandosi ogni mattina per andare a lavorare e pagare le bollette e i debiti. Ripetendo questo ciclo ogni mese, ogni anno e per tutta la vita.

Quindi la corsa de topo é:
ALZARSI, ANDARE A LAVORARE, PAGARE LE BOLLETTE;
ALZARSI, ANDARE A LAVORARE, PAGARE LE BOLLETTE;
ALZARSI, ANDARE A LAVORARE, PAGARE LE BOLLETTE.

Adesso che conosci la corsa del topo e sai cos’è un Attivo e un Passivo concentrati a comprare o aumentare i tuoi Attivi e a diminuire i tuoi Passivi, così uscire pian piano dalla corsa del topo e prendere la via rapida.

Ricorda… Un attivo fa entrare denaro nelle tue tasche. Un passivo fa uscire denaro dalle tue tasche.

Buongiorno a tutti!
Carichi carichi carichi!

Posterò tre post dove voglio mostrare la differenza tra le persone che lavorano come dipendenti e chi ha un’attività o impresa. Ma anche indipendentemente se imprenditori o dipendi, la differenza tra una persona povera, di classe media e una ricca, con cattive o buone abitudini economiche e finanziarie.

Vedrete che fondamentalmente ci sono due cose che marcano la differenza tra chi si trova in una di queste zone: poveri, classe media o ricchi; buone o cattive abitudini economiche.

Sono: 1- il saper gestire e controllare le proprie emozioni oppure no. 2- essere educati finanziariamente oppure no.

"Non ci sono cose impossibili, soltanto persone incapaci"

Ognuno può cambiare il suo destino se riesce cambiar la sua forma di pensare.

"Impossibile" è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo.
“Impossibile” non è un dato di fatto, è un’opinione…
“Impossibile” non è una regola, è una sfida…
“Impossibile” non è uguale per tutti…
“Impossibile” non è per sempre…

IMPOSSIBLE IS NOTHING

Continuo ad interrogarmi molto spesso su cosa sia la sicurezza. Ma non trovo la risposta, meglio, ho il mio concetto di sicurezza, ma che si contrasta a quello che comunemente conosciamo.
Credo che non esista un definizione e concetto uguale per tutti, ognuno si crea il suo proprio concetto di sicurezza in base alla propria educazione, valore, carattere e conoscenze.

Ad esempio, per me la sicurezza è sinonimo di libertà. Libertà di scegliere come vivere la propria vita, con quali persone relazionarsi, quale macchina possedere senza che importi il suo prezzo, quando e dove fare le proprie vacanze, come spendere e trascorrere il proprio tempo, poter dedicarsi alle proprie passioni, influenzare altre persone positivamente, poter avere capitale sufficiente per coprire le spese che una persona abbia e dedicarne una parte in altri affari e investimenti, e per ultimo e la più importante, farsi curare se dovesse capire una grave malattia dai migliori medici e centri di salute.

Se invece per sicurezza intendiamo andare a lavorare in posto di lavorare stabile e a lungo periodo per coprire le nostre spese basiche e sopravvivere, non si può considerare sicurezza, ma piuttosto costrizione per necessità.

Guardate l’esempio dell’Italia. Oggi chi si sta impoverendo e chi ha maggiore difficoltà è chi fa il dipendente, che abbia il lavoro fisso o lavori in modo saltuario non cambia molto. È molto più povero oggi che nel 2000.

Il dipendente medio non ha il potere di decidere quanto guadagnare, non ha il potere di decidere quante tesse pagare. Anzi, riceve la sua paga dopo che lo stato e le varie istituzione hanno già presso la loro parte, alla misura che vogliono loro.

Adesso capite perché ho la vena imprenditoriale?
Oltre ad avere la passione per l’imprenditoria questa è la ragione per la quale non intendo fare il dipendente a vita. Posso farlo per un certo periodo, per coprire le spese e obblighi, pero non per tutta la vita.

Cercare la sicurezza è molto più semplice e meno faticoso, richiede meno energia, tempo e risorse. Ma il prezzo da pagare alla fine è molto più alto.
Per questo la maggior parte delle persone cercano la sicurezza, e non ha niente di male. Il problema è che quasi tutti finiscono sentendosi comodi e si dimenticano di continuare ad avanzare verso la libertà, svegliandosi un giorno senza sicurezza e figuriamoci la libertà.

Capite la differenza tra sicurezza e libertà? Per me la libertà è l’unica sicurezza che abbiamo.

Le persone determiniamo la nostra vita in base ai nostri propri pensieri. Se pensiamo che qualcosa sia vera e reale oppure no, avremmo sempre ragione!
Quindi se vogliamo cambiare la nostra vita o qualcosa che non ci piace, dobbiamo cominciare con cambiare il modo di come pensiamo, i nostri valori e le nostre azioni.

Questo, però, spesso richiede un lungo periodo di tempo, perché quello che siamo oggi è il risultato del nostro passato.

Non risulta facile uscire dalla nostra zona di confort. Credetemi, è la lotta più difficile che io abbia mai affrontato, quella con me stesso.

La società, gli amici, i parenti e il nostro intorno possono influire e, anzi, sono quelli che ci hanno influenzato fino ad oggi, pero ai dei conti siamo noi stessi che decidiamo come sarà la nostra vita e i risultati che otterremmo da oggi in poi.

Facile a dirsi, lo so. Più difficile a farsi.

Pero se vuoi veramente cambiare qualcosa nella tua vita, sia in ambito economico, lavorativo, sentimentale, famigliare o spirituale, devi trovare qualcuno che sia più avanti di te, che abbia più esperienza di te e più preparazione di te.

Sarà più facile se ci compromettiamo con qualcuno che ci chieda dei risultati, dato che inizialmente non abbiamo la disciplina per farlo da soli.

Se hai commesso meno errori di me non ti vantare (soprattutto se sei arrogante, presuntuoso e poco umile), perché vuol dire che sai meno di me, hai imparato meno cose di me e hai meno conoscenze di me.

Cadere non è un problema se sei disposto a rialzarti, con umiltà e una nuova esperienza. Il vero problema è non fare niente per paura di cadere!

Sono caduto… molte volte. Pero sono qua oggi, ancora più saggio, più maturo, più intelligente. Pero soprattutto con più forza, con più ambizione, con più grinta, con più desiderio e coraggio che mai!

Attento a giudicare chi a commesso errori che tu non hai fatto. Potrebbe sorprenderti e lasciarti molto indietro. E molto probabilmente se ha commesso tali errori è perché si è esposto più di te e ha rischiato più di te.

Chi cerca la libertà deve essere cosciente che dovrà sbagliare molte più volte di chi cerca la sicurezza o di chi proprio non cerca niente!

Sbagliare è un sorso molto amaro, pero come i medicinali, spesso sono quelli che danno i migliori risultati a lungo termine.

#SICUREZZA è una parola che non mi piace. Preferisco la parola #LIBERTÀ.
Fin da piccoli c’insegnano che nella vita dobbiamo giocare puntando sul sicuro. Che meglio prendere qualcosa che è sicuro, invece che prenderci dei rischi.
È questa la ragione per la quale la maggior parte delle persone cerca la sicurezza e non la libertà. La sicurezza si raggiunge piu facilmente, la libertà richiede rischi e coraggio.
Ecco perché quasi tutti cercano un #lavoro sicuro, con uno stipendio giusto per vivere, con assistenza medica e la possibilità di andare in pensione dopo 40 anni di duro lavoro.
I #giovani vanno a #scuola o all’#università non con la mentalitá e l’obiettivo di prepararsi per creare qualcosa, ma per andare a cercare un lavoro una volta finiti.

Io non voglio questo per la mia vita. E se volete che sia sincero non gliela auguro neanche ai miei figli. Preferisco incentivarli perché trovino la loro libertà, il vero ruolo nella loro vita, a scoprire la loro passione e lottare per creare qualcosa che amino.

Io prerisco la libertà… di scegliere, di creare, di non dipendere da nessuno, di avere di piu dalla vita, di essere padrone della mia vita, di non dipendere da un lavoro, di non dipendere dallo stato una volta che saró andato in pensione (anche se spero non farlo mai fin che vivo).
Voglio anche la libertà di pensare con la mia testa e di agire a modo mio. Voglio la libertà di essere libero di timori, paure e l’insicurezza che comporta quella falsa sicurezza della quale tanti ambiscono.

LIBERTÀ, LIBERTÀ, LIBERTÀ!

PRIMA DI PARLARE DI CRISI CHIEDITI SE NON SEI TU CHE SEI IN CRISI.

Sento parlare di crisi, crisi crisi e crisi! Ovunque vado e con chiunque parlo qui in Italia vede solo crisi.
Si, capisco in questi ultimi anni le cose non siano come 15 o 20 anni fa. I tempi sono cambiati e niente funziona come prima.

Ma tutte queste persone si sono mai fermate a pensare che magari sono loro che non si sono adattati ai cambiamenti?

Vedo che il mondo è andato avanti alla velocità della luce, pero la gente è rimasta bloccata in quella mentalità di sicurezza, di oggi faccio una cosa e tra 30 ancora continuo a fare la stessa cosa, dove c’era una percezione del lavoro sicuro (che veramente non capisco cosa sia. Non l’ho mai avuto il lavoro sicuro e non lo voglio mai avere)

Io quello che vedo in Italia non è una crisi economica, piuttosto una crisi culturale, una crisi di transizione di mentalità e di valori che va dai piu alti livelli: imprenditori, politici intellettuali, fino ad arrivare ai piu comuni cittadini!

La gente comune la chiama crisi (economica) perché in realtà non hanno la minima idea di quello che sta accadendo in questo periodo della storia dell’Italia.
E secondo me questa è la ragione per la quale ci vorrá quanto meno una generazione completa perché l’Italia risorga di nuovo.
Finché ci siano politici, imprenditori, dirigenti e comuni cittadini con questa mentalità e valori, niente cambierà.
Molti saranno travolti da questi cambiamenti, pero altri troveranno delle grandi opportunità.
E per trovare le opportunità e coglierle bisogna puntare su noi stessi. Non lasciare che siano i politici, altri imprenditori o dirigenti a darci delle opportunità, ma crearcele noi stessi e prendercele!

Per quanto riguarda me stesso, non vedo crisi. E se personalmente non sono dove vorrei essere dal punto di vista economico, finanziario e professionale, non è ne per colpa del governo, ne dello stato, ne dalla crisi economica, ne dagli imprenditori e ne dei politici. La colpa è solo mia per non aver fatto prima quello che sto facendo oggi, prepararmi per raggiungere i miei obiettivi e le mie ambizioni economiche e professionali!

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